Tutti in Kenya ad allenarsi!
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Tutti in Kenya ad allenarsi! Hai notato che, sui social, si vedono sempre più persone andare in Kenya ad allenarsi? Ma perché Proprio in Kenya? È solamente una moda, oppure ci sono dei motivi più seri?. Oggi capiamo perché tutti scelgono il Kenya e se un viaggio così lungo abbia effettivamente senso per un atleta amatore.
Recentemente si sono visti sempre più atleti andare in Kenya ad allenarsi. Non parlo solo di atleti professionisti, ma anche di atleti “amatori” o di livello “medio”.
Ma perché tutti in Kenya?
I motivi principali sono 2: l’altitudine a cui ci si allena e il fatto che il Kenya è la nazione da cui provengono molti dei migliori atleti di livello mondiale.
Ora, per quanto riguarda l’altitudine, bisogna fare delle precisazioni, ma ne parliamo più tardi. Come prima cosa, voglio parlare dell’esperienza di allenarsi in Kenya che, a mio parere, spesso è la motivazione che spinge maggiormente molti atleti “amatori” a viaggiare fino in Kenya per allenarsi.
Come ho già detto, molti atleti scelgono il Kenya perché è la nazione da cui provengono molti atleti di altissimo livello, sia al maschile che al femminile. In particolare, gli atleti (professionisti e amatori) scelgono Iten come destinazione per i loro allenamenti; non si tratta solamente di atleti italiani, ma provenienti da tutto il mondo. Iten è un piccolo paese nell’entroterra kenyano lontano dalle grandi città; ma perché tutti scelgono questo paese? Per spiegarlo nella maniera più semplice: Iten ha creato una vera e propria microeconomia basata sugli atleti che arrivano dall’estero per allenarsi. Si tratta di strutture di alloggio, strutture per l’allenamento e servizi creati quasi su misura per gli atleti.
Quindi, questi servizi, insieme al gran numero di atleti presenti nella zona, creano un ambiente molto stimolante per tutte le persone che voglio allenarsi (per un principiante potrebbe non essere l’ambiente migliore).
Detto ciò, parliamo del fattore altitudine.
Iten si trova a 2400mslm; ormai, è risaputo che l’allenamento in alta quota porta dei benefici alla prestazione sportiva negli sport di resistenza. Questo è il motivo principale per cui tanti atleti professionisti, già da tempo, scelgono Iten (Non c’è solo Iten; in Italia Livigno e Sestriere, in Europa Sierra Nevada e Font Romeu, negli USA Flagstaff).
Ma per i “non professionisti” ha senso allenarsi in quota? La risposta è “dipende”.
Innanzitutto, l’allenamento in alta quota non è una formula magica che trasforma un amatore in un professionista; se sfruttato nella maniera corretta, può dare un piccolo aiuto nel migliorare le proprie prestazioni.
Cosa si intende per “sfruttato nella maniera corretta”? Vi do qualche linea guida.
Durata del soggiorno in quota: non è necessariamente l’allenamento ad alta quota a portare benefici, ma il tempo totale trascorso ad alta quota (allenamento e vita quotidiana). In particolare, di solito, sono necessarie almeno due settimane per acclimatarsi alla quota; di conseguenza, soggiornare per un tempo inferiore, non porta ad alcun beneficio;
Gestione degli allenamenti: durante il periodo di acclimatamento (a volte anche oltre) è necessario ridurre l’intensità degli allenamenti, per evitare un affaticamento troppo elevato, dovuto proprio alla quota;
Concludendo, se volete andare in Kenya per vivere un’esperienza, fatelo e divertitevi; se pensate di ottenere benefici grazie all’allenamento in quota, tenete in considerazione che spesso, per gli atleti amatori, si possono ottenere maggiori benefici, migliorando il proprio allenamento a bassa quota, piuttosto che allenarsi così, così in alta quota.
Se volete un’alternativa più economica all’allenamento in quota, e che potete fare anche da casa, potete considerare l’heat training *vai al video*.