La locomotiva umana - Corsa nella storia

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“Non ti sembra che il ritmo sia troppo lento?” Questa è la domanda che Emil Zatopek rivolse al rivale Jim Peters durante la maratona olimpica.
L’anno è il 1952. Il luogo Helsinki, capitale finlandese. XV Giochi Olimpici estivi. Giochi segnati dalle tensioni geopolitiche tipiche del secondo dopoguerra. Tensioni che, in realtà, non entrarono mai nelle sedi di gara: nonostante i vari villaggi olimpici costruiti dal Comitato organizzatore, il primo per gli atleti dei paesi alleati agli Stati Uniti, il secondo per gli atleti dei paesi alleati all’Unione Sovietica e il terzo riservato, come da tradizione del tempo, alle donne, sia gli atleti statunitensi che quelli sovietici approfittarono dei momenti di incontro per fraternizzare.
Fu un’edizione dei Giochi molto proficua per quanto riguarda record olimpici e mondiali. Gli Stati Uniti dominarono il medagliere, tornando a casa con 76 medaglie di cui 40 d’oro, davanti all’Unione Sovietica, con 71 medaglie di cui 22 d’oro. A onor di cronaca, l’Italia concluse al 5° posto del medagliere con 21 medaglie: 8 ori, 9 argenti e 4 bronzi.
Tra grandi atleti e grandi risultati, ce ne fu uno in particolare che si fece notare per le sue prestazioni: Emil Zatopek, classe 1922, mezzofondista cecoslovacco che a Helsinki, dopo aver vinto la medaglia d’oro nei 5000m e nei 10000m, decise, all’ultimo momento, di prendere parte alla gara regina dei Giochi Olimpici: la maratona.

Il 19 settembre 1922, in una cittadina dell’allora Cecoslovacchia, nasce Emil Zatopek. È il settimo figlio di una famiglia di umili origini. Già all’età di 16 anni, inizia a lavorare in una fabbrica di scarpe e sarà proprio questo suo lavoro ad avvicinarlo al mondo della corsa. Infatti, dopo qualche anno, il suo capo lo obbliga a partecipare ad una gara di corsa rappresentando l’azienda per cui lavorava. Seppur controvoglia e senza allenamento, Zatopek termina la gara in seconda posizione. È proprio dopo questa prestazione che Zatopek intuisce di essere particolarmente portato per la corsa e di conseguenza decide di iniziare ad allenarsi. I risultai non tardano ad arrivare, in breve tempo Zatopek inizia a collezionare le prime vittorie ed i primi primati nazionali.
1946, Berlino. Dopo qualche anno arruolato nell’esercito cecoslovacco, Zatopek partecipa alla sua prima gara internazionale: i Giochi Militari Interalleati. Competizione riservata agli atleti militari rappresentanti le 12 nazioni alleate. (Piccola curiosità: Emil Zatopek è l’unico atleta in rappresentanza della Cecoslovacchia). Partecipa alla gara dei 5000m: vince Gli spettatori lo notano, ma non solo per la sua velocità, anche per il suo stile di corsa scomposto, le sue espressioni di sofferenza e la sua abitudine di sbuffare durante la corsa. Proprio da questa abitudine, gli verrà attribuito il soprannome “La locomotiva umana”.
Nel 1948 a Londra, Zatopek partecipa per la prima volta ai Giochi Olimpici. Nella gara dei 10000m non c’è competizione: domina la gara, doppiando tutti gli avversari ad eccezione del francese che si classificherà al secondo posto. Nella gara dei 5000m, a sorpresa, deve accontentarsi della medaglia d’argento. La popolarità di Emil Zatopek cresce di gara in gara. Nel 1949 infrange due volte il record mondiale dei 10000m e nel 1950, ai campionati europei di Bruxelles, vince, senza grosse difficoltà, 10000m e 5000m.
Arriva il 1952: anno dei Giochi Olimpici di Helsinki.

Zatopek è uno degli atleti più attesi dei Giochi e, come previsto, è iscritto a entrambe le gare di 10000m e 5000m.
Il giorno seguente la cerimonia di apertura, si tiene la finale dei 10000m. Zatopek vince e difende il titolo vinto 4 anni prima. Dietro di lui, in seconda posizione, lo stesso atleta francese che lo seguì nella finale olimpica del 1948. Quattro giorni dopo, si tiene la finale dei 5000m. Dopo una gara molto combattuta, all’ultimo giro, rimangono 5 atleti a giocarsi le medaglie; negli ultimi 200m Zatopek supera i suoi avversari e taglia il traguardo davanti a tutti, completando la doppietta che gli era sfuggita quattro anni prima.
Ciliegina sulla torta di questa giornata, poco dopo la vittoria nei 5000m, Zatopek vede sua moglie vincere la medaglia d’oro nella gara di lancio del giavellotto con un nuovo record olimpico. In un’intervista futura, i due dichiareranno di essersi incrociati nei corridoi che portavano dagli spogliatoi al campo di gara e in quel momento Zatopek diede la sua medaglia alla moglie come portafortuna.
Dopo le due medaglie d’oro conquistate, Zatopek prende una decisione inaspettata ma che lo consoliderà come uno degli atleti migliori della storia. All’ultimo momento, decide di iscriversi alla maratona Olimpica. Avendo già corso la finale dei 10000m, la batteria e la finale dei 5000m e non avendo mai corso una maratona prima di allora, Zatopek non è il favorito. C’è chi addirittura dubita che sia in grado di correre i 42,195km della maratona.
Parte la gara. Il britannico Jim Peters, primatista mondiale e favorito per la vittoria, si mette in testa e impone un ritmo molto veloce dal primo metro; intorno a metà gara, Zatopek e lo svedese Gustaf Jansson si riagganciano al britannico. Dopo un tratto di gara corso insieme, Emil Zatopek si gira verso Jim Peters e gli chiede: “Non ti sembra che il ritmo sia troppo lento?” Poco dopo, il britannico cederà il passo e, per sua sfortuna, non riuscirà a terminare la gara. Zatopek, al contrario, continua ad aumentare il ritmo e stacca anche l’atleta svedese. Corre l’ultima parte di gara in solitaria e taglia il traguardo all’interno dello stadio olimpico in prima posizione, vincendo la terza medaglia d’oro nella stessa Olimpiade. Una tripletta mai riuscita a nessuno nella storia, né prima, né dopo.

Zatopek verrà accolto in patria come eroe e continuerà a gareggiare ancora per qualche anno.
Ai campionati europei del 1954, vincerà la medaglia d’oro nei 10000m e la medaglia di bronzo nei 5000m. Diventerà il primo uomo ad abbattere la barriera dei 29’00” nei 10000m.
Nel 1956 tornerà per l’ultima volta alle Olimpiadi. Nonostante un’operazione per un’ernia due settimane prima dei Giochi, Zatopek deciderà di prendere parte alla maratona, anche se non al massimo della forma. Concluderà la gara in sesta posizione; gara che verrà vinta da Alain Mimoun, il francese che nel 1948 e nel 1952 vinse diverse medaglie d’argento proprio dietro a Zatopek.
Verso la fine degli anni ’60, Emil Zatopek sarà uno dei maggiori critici del governo comunista e per questo motivo verrà espulso dall’esercito e finirà a lavorare in una miniera di uranio. Si spegnerà il 21 novembre 2000, dopo aver assistito alla caduta del muro di Berlino, la fine del comunismo nel suo paese e la nascita della Repubblica Ceca.
Nel 2012 verrà incluso nella IAAF Hall of Fame.

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